Messaggio ai pellegrini

di Monsignor Liberio Andreatta

Carissimi Pellegrini, gli itinerari che vi proproniamo sono occasioni speciali di esperienza di vita personale. Sono momenti favorevoli per aiutarti ad aprirti a te stesso, ai fratelli, al cosmo e a Dio. Ogni pellegrinaggio è un "passaggio", un movimento interiore che avviene attraverso due tempi principali: un tempo di sradicamento, di liberazione da uno stato di insofferenza, di solitudine, di noia, di indifferenza ed un tempo di lancio, di crescita in un universo meraviglioso... di grazia, di beatitudine, di salvezza, di speranza e di vita piena. La condizione essenziale per vivere in pienezza un pellegrinaggio è prima di tutto avere la coscienza che è una chiamata e quindi lasciarsi sorprendere da quel "Qualcuno" che ti ha chiamato. Andare... senza chiedere nulla, ma rendersi disponibili a donarsi, fidandosi e affidandosi a "Chi" ti ha chiamato. È essenziale partire senza aspettarsi nulla, ponendosi con un atteggiamento di silenzio, di ascolto e di preghiera... il resto lo fa il Signore. Rimane ed è sempre fondamentale il pellegrinaggio in Terra Santa, un'esperienza unica alle sorgenti della nostra fede ed un dovere da compiere per il cristiano, almeno una volta nella vita. Quest'anno però, poichè ricorre il Centesimo Anniversario della Prima Apparizione della Vergine a Fatima, suggerisco di scegliere un pellegrinaggio a Fatima, dove da 100 anni si testimonia un messaggio di fede, di preghiera, di penitenza, di sofferenza offerta, di speranza e di pace. Mettiamoci in cammino sulle orme dei tre pastorelli e di illustri pellegrini come il Cardinal Roncalli, poi papa Giovanni XXIII, PaoloVI, il Cardinal Luciani, poi Papa Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e quest'anno il 13 maggio andrà anche Papa Francesco. Buon pellegrinaggio!

Mons. Liberio Andreatta