Testimonianza di un pellegrino

Polonia, giugno 2017

Non me la sento di fare un vero e proprio diario del pellegrinaggio: ho sempre preferito godermi appieno le sensazioni del momento e sono un tipo che fa poche foto, convinto che conti soprattutto il vissuto in quel momento, pur non sottovalutando l’impatto di un ricordo suscitato dal guardare una foto anche anni dopo. Ora, quindi, riporto, le impressioni che mi sono rimaste a più di un mese dal rientro che, proprio per questo, ritengo le più significative.

Sto diversi minuti in silenzio davanti alle reliquie di suor Faustina. Il parroco del borgo dove abito mi consigliò di andare in Chiesa ogni tanto, sedermi davanti al Santissimo e vedere e sentire che succede. Decido di fare lo stesso davanti a Suor Faustina, cercando di concentrarmi nonostante l’aspirapolvere che ronza attorno. Non faccio niente, aspetto indicazioni messaggi e, intanto, guardo negli occhi l’immagine di Faustina. Sto bene in sua compagnia e inizio un dialogo chiedendo “che fare ?” con riferimento alle mie situazioni privati. La sua risposta arriva “Stai”. Un brivido percorre il mio corpo, ora, mentre scrivo il ricordo dell’incontro.

Al santuario di Jasna Gora, durante la S.Messa, vedo i pellegrini girare attorno all’altare camminando sulle ginocchia verso l’immagine della Madonna. Ho profondo rispetto per tale atteggiamento che mi trasmette la sensazione di una Fede fortissima, che non riesco a paragonare con la mia (“aumenta la nostra fede Signore”, o qualcosa di simile, recita un verso della Bibbia). Quando noi del Gruppo, finita la Celebrazione, iniziamo lo stesso percorso, sono l’ultimo della fila e, quindi, a diretto contatto con il popolo polacco (forse) in ginocchio). Guardo la Madonna, ma anche i fedeli attorno a me; sento di dover aver un atteggiamento più chino rispetto al resto del gruppo italiano e, per un tratto, mi inginocchio come gli “stranieri”. Chiedo perdono alla Madonna, ho abbassato un po’ lo sguardo da lei per avvicinarmi ai fedeli e non so se ho fatto bene. Chiedo perdono.  

Ricordo anche con molto piacere la compagnia di alcuni membri del gruppo in pellegrinaggio e l’accoglienza che mi hanno dato; per me è molto importante, poiché ho sempre il timore di non essere riconosciuto come persona e per come mi presento e sono. Ricordo anche con piacere le risate e i dialoghi che sono sorti, la dolcezza di qualcuno, la sensibile delicatezza di qualcun altro.

Marcello Lucci

 

«Progredire nella fede,
avanzare in questo pellegrinaggio spirituale che è la fede,
non è altro che seguire Gesù»
Papa Francesco

 

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