Ecclesiae Urbis, presentazione della nuova collana sulle chiese di Roma

di OMNIA Vatican&Rome   -   pubblicato il 24/05/2024

 

Martedì 28 maggio alle ore 17, presso il Palazzo del Vicariato Vecchio in Via della Pigna, si terrà la presentazione della collana Ecclesiae Urbis. L’evento sarà curato dalla casa editrice L’Erma di Bretschneider d’intesa con Vicariato di Roma - Opera Romana Pellegrinaggi e sarà l’occasione per presentare i primi tre volumi della collana alla stampa e al pubblico di Roma: Santa Maria in Campo Marzio, Santi Vincenzo ed Anastasio a Trevi, Santa Caterina da Siena in Via Giulia.

 

Dopo i saluti iniziali di S.E. Mons. Baldassare Reina e Don Remo Chiavarini, seguiranno gli interventi di Padre Antonio Spadaro (Sottosegretario Dicastero per la Cultura e l’Educazione), Claudio Strinati (Segretario generale Accademia Nazionale di San Luca) e Claudia Conforti (Professoressa ordinaria Università di Roma Tor Vergata). Concluderà Mario Bevilacqua Professore ordinario presso l’Università La Sapienza di Roma.

 

La collana Ecclesiae Urbis ha come obiettivo quello di valorizzare le chiese di Roma ponendo attenzione ai loro valori storici, artistici e religiosi sottolineando la loro importanza nel contesto di una città come quella di Roma che gode dello status di centro della cristianità.  Per la realizzazione dei testi è stato prezioso il contributo di specialisti e giovani ricercatori che hanno riportato all’attenzione questi luoghi esaminandone i particolari e portando alla luce aspetti inediti della loro storia. All’interno delle monografie sono infatti analizzate le origini degli edifici nel loro evolversi fino ad oggi tenendo conto anche delle varie vicende conservative e di restauro con la costante attenzione al rapporto con la città di Roma.

 

Il primo volume che verrà presentato durante l’evento sarà quello dedicato alla Chiesa di Santa Maria in Campo Marzio, costruita per opera di Giacomo della Porta, Carlo Maderno e Francesco Paparelli e trasformata successivamente nel 1668-1685 da Giovanni Antonio de Rossi, autore della decorazione architettonica dell'atrio e del cortile antistante, reso illusionisticamente più ampio. Ha una pianta quadrata a croce greca ed una cupola ellittica senza tamburo. La particolarità della chiesa sono le numerose cappelle tutte riccamente decorate. Sopra l'altare c'è il dipinto di una Madonna del XII secolo da cui prende il nome la chiesa.

 

Si parlerà poi della Chiesa dei Santi Vincenzo ed Anastasio a Trevi con le sue origini medievali e con l’imponente facciata in travertino tra le più caratteristiche della Roma Barocca L’impianto del primo edificio altomedievale venne seguito nelle sue trasformazioni, architettoniche e decorative, dal cardinale Giulio Mazzarino, allora primo ministro di Francia. Le successive vicende decorative della chiesa seguirono l’avvicendamento di diverse congregazioni come l’Ordine dei frati di San Girolamo, i Caracciolini, i Camilliani e infine i Cistercensi comportando una continua risistemazione dell’interno, rispondendo di volta in volta al mutare delle esigenze di culto, devozione e gusto. L’altare maggiore è sovrastato da una tela di Francesco Pascucci raffigurante il martirio di San Vincenzo e Sant'Anastasio.

 

Camminando per Via Giulia, se si alza lo sguardo si vede che sulla facciata di una chiesa sono raffigurati Romolo e Remo con la lupa. È la Chiesa di Santa Caterina, opera di Baldassare Peruzzi, iniziata nel 1526 e finanziata dalla nobiltà senese. La storia di questa chiesa è quindi caratterizzata da due grandi protagoniste Roma e Siena. Caduta in rovina anche a causa delle piene del Tevere, l’edificio venne completamente ricostruito da Paolo Posi tra il 1766 e il 1775, anno in cui fu consacrato il nuovo altare. Alle due chiese sono legati i nomi di vari membri di nobili famiglie di origine senese e quelli degli architetti e degli artisti che vi prestarono la loro opera, non solo provenienti dalla città toscana, ma anche romani.

 

Appuntamento, quindi, martedì 28 maggio 2024 alle ore 17:00 presso il palazzo del Vicariato Vecchio in Via della Pigna, Roma.