Testimonianza

Terra Santa, luglio 2017

“Sono stata in pellegrinaggio in Terra Santa nel mese di luglio del 2017. Il gruppo era composto da persone  di città, di culture ed  esperienze diverse. Insieme abbiamo vissuto qualcosa di cui siamo parte ed è lì, nel ricordo, come un paesaggio da contemplare e da cui attingere forza per andare avanti nelle quotidianità. Il padre che ci ha accompagnati, don Giovanni, è stato una guida preziosa. Pochi essenziali aggettivi possono descrivere la sua persona: appassionato, instancabile, attento, sensibile, capace di farsi tutto a tutti. Le  sue spiegazioni sui luoghi, la storia, la cultura, l’arte, la Parola di Dio che ha letto e spezzato per noi, ci hanno insegnato ad indirizzare il nostro sguardo da ciò che era esterno a noi alla nostra interiorità; in un movimento circolare continuo: dalla bellezza dei luoghi densi di spiritualità a quel dialogo interiore con un Dio che si rende presente misteriosamente nelle vita di ognuno. 

La Terra Santa è "il luogo del qui, quello in cui tutto avviene” – questo ha ripetuto don Giovanni tante volte, invitandoci a chiedere tanto - tutto - per i nostri cari e per le nostre vite, “a volare alto”, perché quel qui è una Presenza viva che continuamente opera. 

È difficile per me descrivere i luoghi visitati poiché essi ora sono talmente parte dell’anima che è difficile distinguerli da me stessa. 

A Nazareth, la grotta del sì di Maria, l’Angelus, la recita del rosario e la processione del sabato sera! Lì mi è sembrato che il tempo si fermasse e fossimo parte di una liturgia celeste! Il lago di Tiberiade  un incanto, così azzurro  e dolce. Mi ha colpito per la sua bellezza, per la placidità delle sue acque, per la tenerezza con cui avvolge e lambisce la terra, per la capacità  di dissetare una regione vastissima, per la vegetazione rigogliosa che nutre. Mi è sembrato un’immagine di  Dio che è bellezza, tenerezza, nutre le anime, le avvolge, dà con sovrabbondanza. Il monte delle Beatitudini così bello! La  natura con i suoi colori, i suoi fiori, le sue piante è entrata nell’anima e l’ha riempita. Il fiume  Giordano, la sosta a Qumran. Quanto era caldo! Il sole faceva sentire riarsi. Il bagno nel Mar Morto però mi ha rigenerata. Tutto bruciava il sole, la sabbia. Poi l’acqua fa sentire bambini e la sensazione di galleggiare sempre e comunque ha aggiunto una gioia leggera. Il deserto di Giuda è impressionante.  Non immaginavo fosse così il deserto. Il deserto non è assenza degli altri, ma è lotta, forza, desiderio, perseveranza … è accettare di affrontare tutto; è lottare, è agonia.

Essere a Gerusalemme e guardarla è una sensazione che non si può descrivere. Sembra essere nelle proprie radici, ritrovare se stessi e la propria storia. E anche sentire dolore per la  storia di una città così complessa, così amata dagli uomini eppure così lacerata e ferita. Al Muro del pianto ci si sente parte di questa storia non solo del popolo ebreo, ma cristiano, palestinese di ogni razza … E’ un luogo di memoria e di dolore ma anche di affidamento a Dio. Lì ci si stringe a Dio come fa un bimbo che si accosta alla sua mamma e chiede protezione, consolazione alla sue pene. Le vie del quartiere ebraico, la via dolorosa: quanti colori, quanti profumi! Non immaginavo che le spezie diventassero luogo; ogni profumo diviene una possibilità per i sensi che si inebriano sempre in nuove fragranze che danno l’idea della vita umana, della diversità e bellezza delle creature.Il Santo Sepolcro è un altro luogo del qui ed esperienza dell’anima, indicibile. 

Poi il ritorno a casa. L’essere contenta di essere stata ma anche di tornare. Non c’è malinconia nel partire, è strano ma sembra come un “compiersi”; come il sorgere del sole, il mezzogiorno, il tramonto, la notte.

A casa il ricordo delle parole della guida “I frutti del pellegrinaggio sono copiosi e continuano anche dopo il viaggio”.  Ed è così!  Ma è bello  rimanere  attesa gioiosa, come una terra arida che sarà dissodata, lavorata, irrigata e porterà frutto. "

                                                                                                                                                                                                             Una pellegrina, luglio 2017

«Progredire nella fede,
avanzare in questo pellegrinaggio spirituale che è la fede,
non è altro che seguire Gesù»
Papa Francesco

 

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L'Opera Romana Pellegrinaggi si pone a servizio dei fedeli e dei visitatori italiani e stranieri che, seguendo l'invito di Papa Francesco, vogliono mettersi in cammino verso Roma, verso i principali Santuari in Italia e nel mondo, la Terra Santa e Paesi di missione, per incontrare la Grazia di Dio.
Ogni itinerario è seguito, coordinato e animato da un sacerdote, diacono o laico che dedica momenti di riflessione sul significato del pellegrinaggio e assiste i pellegrini nei tempi dedicati alla preghiera. 

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Nel cuore della Città Eterna per scoprire i luoghi simbolo del Cristianesimo e le memorie di grandi figure religiose.
Papa Francesco ci invita, concluso il Giubileo, a guardare avanti e comprendere come continuare con fedeltà, gioia ed entusiasmo a sperimentare la ricchezza della misericordia divina. 

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